Cortesi Gallery
Installation view, The Concrete Utopia: Ivan Picelj and New Tendencies 1961-1973, Cortesi Gallery London, photo by Ginevra Agliardi
Installation view, The Concrete Utopia: Ivan Picelj and New Tendencies 1961-1973, Cortesi Gallery London, photo by Ginevra Agliardi
Installation view, The Concrete Utopia: Ivan Picelj and New Tendencies 1961-1973, Cortesi Gallery London, photo by Ginevra Agliardi
Installation view, The Concrete Utopia: Ivan Picelj and New Tendencies 1961-1973, Cortesi Gallery London, photo by Ginevra Agliardi
Installation view, The Concrete Utopia: Ivan Picelj and New Tendencies 1961-1973, Cortesi Gallery London, photo by Ginevra Agliardi
Installation view, The Concrete Utopia: Ivan Picelj and New Tendencies 1961-1973, Cortesi Gallery London, photo by Ginevra Agliardi
Installation view, The Concrete Utopia: Ivan Picelj and New Tendencies 1961-1973, Cortesi Gallery London, photo by Ginevra Agliardi

The Concrete Utopia. Ivan Picelj and New Tendencies

The Concrete Utopia. Ivan Picelj and New Tendencies 1961-1973

a cura di Ilaria Bignotti
26 maggio – 22 luglio 2016
Inaugurazione: giovedì 26 maggio, 18 - 20.30
Cortesi Gallery, 41 & 43 Maddox Street, W1S 2PD Londra

 

 

Cortesi Gallery di Londra è lieta di presentare The Concrete Utopia. Ivan Picelj and New Tendencies 1961-1973, una mostra che esplora le Neoavanguardie artistiche degli anni ’60 e ‘70 attraverso la produzione dell’artista croato Ivan Picelj (1924-2011). Membro fondatore del movimento Nove Tendencije, i lavori di Picelj rappresentano un’opportunità di rivisitare l’affascinante storia di questo periodo di cambiamenti e ricerche internazionali, destinate a trasformare la percezione dell’opera in relazione allo spazio e allo spettatore.

A cura di Ilaria Bignotti, la mostra comprende oltre quaranta lavori realizzati da Picelj tra gli anni ‘60 e ’70, grazie ai quali il pubblico potrà ripercorrere le tappe principali dell’intensa ricerca di un protagonista dell’arte programmata. Le opere di Ivan Picelj, straordinario inventore di forme assolute, di cristallina purezza e di smagliante intensità, sono forme fatte per ridisegnare l’esistente, nate dal rigore dell’ideazione, dalla pervicace ricerca della relazione perfetta tra la percezione e la conoscenza, costruite con la paziente attesa della ripetizione e la brillante scoperta della variazione. Forme e opere come utopie concrete, per un migliore modo di vedere, sentire e vivere nella vita di ogni giorno.

La mostra si profila come uno strumento fondamentale per interrogare, dalla prospettiva del presente, la storia dell’arte del secondo dopoguerra, riconoscendo a Ivan Picelj il ruolo centrale di artista internazionale, totale e coerente, fautore di una ricerca capace di estendersi dalla pittura all’architettura, dal design alla grafica di manifesti, cataloghi, riviste. Basta guardare, per esempio, alla mole di progetti grafici che Picelj ha ideato e disegnato per i suoi amici artisti e architetti, o per i suoi grandi “maestri spirituali”, quali Jean Arp, Pablo Picasso, Vasarely, Raphael Soto, Bruno Munari.

Il movimento internazionale Nove Tendencije (nuove tendenze) nacque a Zagabria, Croazia (allora Jugoslavia) nel 1961. Fu in quell’anno infatti che, presso il Museo di Arte Contemporanea, si tenne la prima mostra che vide incontrarsi e confrontarsi una straordinaria compagine di artisti e critici provenienti da tutto il mondo: dai gruppi ZERO e GRAV, ai gruppi N e T, da Piero Manzoni a Agostino Bonalumi, da Enrico Castellani a Paolo Scheggi.

Frutto di un lungo lavoro di ricerca, questo progetto non sarebbe stato possibile senza il prezioso supporto e patrocinio del Museo di Arte Contemporanea di Zagabria, cattedrale delle ricerche artistiche programmate, cinetiche e neo-concrete, che ha acconsentito a una serie di eccezionali prestiti, e di Anja-Picelj Kosak, figlia ed erede dell’artista, che ha supportato il disegno dell’esposizione con appassionata partecipazione.

The Concrete Utopia. Ivan Picelj and New Tendencies 1961-1973 sarà da Cortesi Gallery di Londra dal 26 maggio al 22 luglio, per arrivare a Lugano dal 14 settembre al 22 ottobre. La mostra sarà accompagnata da un catalogo ricco di apparati, documenti, fotografie dell’epoca, con un saggio di Ilaria Bignotti e introduzione di Snježana Pintarić, Direttore del Museo di Arte Contemporanea di Zagabria.

 

Ivan Picelj (Okučani, 1924 – Zagabria, 2011) è stato nella sua carriera pitture, sculture, grafico, designer. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Zagabria tra il 1943 e il 1946, abbandonando poi gli studi per continuare una ricerca sperimentale e lontana dalle imposizioni del linguaggio ufficiale. La sua attività di artista inizia nel 1948, ed è nel 1951 che, con gli architetti Bernardo Bernardi, Zdravko Bregovac, Zvonimir Radić, Boidar

Raica, Vjenceslav Richter, Vladimir Zarahović e i pittori Vlado Kristl e Aleksandar Srnec fonda Exat 51, il primo gruppo astratto della ex Jugoslavia, attivo durante la prima metà degli anni Cinquanta nell’allora dominante clima del realismo socialista. Svolgendo un ruolo chiave nel panorama culturale croato, il programma di Exat 51 era fortemente orientato verso l’astrattismo e la sintesi delle arti, richiamandosi al costruttivismo russo e alle esperienze Bauhaus. Nel 1959 Picelj ha iniziato una lunga collaborazione con la Denise René Gallery di Parigi, e altre gallerie internazionali come la Howard Wise di New York, la Baruch Gallery a Chicago, e la Galleria del Cavallino di Venezia. All’inizio degli anni’60 è stato fondatore e animatore di Nove Tendencije, ricoprendo anche il ruolo di graphic designer del movimento e della rivista BIT international. A partire da quegli anni Picelj ha lavorato a diversi libri d’artista a edizione limitata, coinvolgendo nella realizzazione gli amici artisti tra i quali Richter, Alviani, Vasarely nel 1962 il manifesto dal titolo Per un’arte attiva che mostrava chiaramente la sua inclinazione al pensiero d’avanguardia. Le sue opere sono presenti in musei e istituzioni quali il Museum of Modern Art di New York, il Victoria & Albert Museum di Londra, il Georges Pompidou di Parigi, il Boymans Museum a Rotterdam. Dal 2012 il Museo di Arte Contemporanea di Zagabria conserva, oltre a un nucleo di sue opere, il suo Archivio e biblioteca: dono importante fatto da Anja Picelj-Kosak all’istituzione, al pubblico e agli studiosi contemporanei.

 

Con il patrocinio del Museo di Arte Contemporanea di Zagabria (Muzej suvremene umjetnosti)

 

Cortesi Gallery, London

41 & 43 Maddox Street, W1S 2PD Londra
Orari galleria: lunedì – venerdì: 10:00-18:00; sabato: 12:00-18:00

Per maggiori informazioni: Maria Cristina Giusti, Rhiannon Pickles PR cristina@picklespr.com, +44(0)7925810607 

The Concrete Utopia: Ivan Picelj and New Tendencies 1961–1973

Curated by Ilaria Bignotti
26 May – 22 July 2016
Private view: Thursday, 26 May, 6–8:30 pm
Cortesi Gallery, 41 & 43 Maddox Street, W1S 2PD London

 

 

Cortesi Gallery is delighted to present The Concrete Utopia: Ivan Picelj and New Tendencies 1961–1973, an exhibition that explores the neo avant-garde of the sixties and seventies via the work of Croatian artist Ivan Picelj (1924– 2011). As one of the founders of the New Tendencies movement, Picelj’s work presents a fascinating opportunity to re-examine this exciting period.

Curated by Ilaria Bignotti, the retrospective features more than 40 works by Picelj, retracing the significant developments of one of the movement’s leading figures. Picelj is renowned for his persistent pursuit of the perfect relationship between perception and knowledge. Through his rigorous ideation and infinite patience for repetition, his forms become a concrete utopia, created as a better way to see, feel and experience the everyday in life.

The exhibition also highlights the central role played by the artist, whose work and artistic explorations range from painting to architecture to the graphic design of posters, catalogues and magazines. Picelj produced a number of graphic design projects for his friends, artists, architects and “spiritual masters”, including Jean Arp, Pablo Picasso, Victor Vasarely, Raphael Soto and Bruno Munari.

The New Tendencies movement began in 1961 in Zagreb, Croatia (then Yugoslavia), where the Museum of Contemporary Art brought together an extraordinary group of artists and critics from around the world. The collective exhibition featured work by Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Piero Manzoni, Ivan Picelj and Paolo Scheggi, as well as others from the ZERO and GRAV movements and both the N and T groups.

The Concrete Utopia would not have been possible without the invaluable collaboration of the Museum of Contemporary Art in Zagreb, which agreed to the loan of several outstanding works. The artist’s daughter, Anja Picelj- Kosak, also lent her enthusiastic support to the project.

The Concrete Utopia: Ivan Picelj and New Tendencies 1961–1973 is on view at the Cortesi Gallery in London from 26 May to 22 July, and then in Lugano from 14 September to 22 October. It is complemented by an exhibition catalogue, which, in addition to an essay by the curator, Ilaria Bignotti, also features an introduction by Snjeana Pintari, Director of the Museum of Contemporary Art in Zagreb, as well as a compilation of research notes, documents and photographs.

 

About Ivan Picelj

Ivan Picelj (Okuani, 1924–Zagreb, 2011) was a painter, sculptor, designer and graphic designer. A student at the Fine Arts Academy in Zagreb between 1943 and 1946, he abandoned his studies to begin experimental research that moved away from the impositions of the official art language.

In 1951, together with architects Bernardo Bernardi, Zdravko Bregovac, Zvonimir Radi, Boidar Raica, Vjenceslav Richter and Vladimir Zarahovi, and painters Vlado Kristl and Aleksandar Srnec, Picelj founded the EXAT 51 group (Experimental Atelier 1951). This was the first Yugoslavian abstract art group, active during the first half of the fifties in the then-dominant climate of socialist realism. The group played an important role in Croatian art; its program advocated the synthesis of all visual art, an idea inspired by the legacy of Russian constructivist avant-garde and Bauhaus experiences.

In 1959, Picelj began a successful collaboration with the Denise René Gallery in Paris, as well as with international galleries such as Howard Wise in New York, Baruch Gallery in Chicago and Galleria del Cavallino in Venice. In the early sixties, he was one of the founders of the New Tendencies movement, which shared several central themes with Picelj’s work, covering for the group as the role of editor of the BIT international magazine, and for the designers of posters and publications that were linked to it.

Since that time, Picelj has produced several limited-edition artists’ books, collaborating with Richter, Vasarely and Alviani artists, amongst others. In 1962, he wrote the manifesto titled, For Active Art, which clearly shows his inclination towards avant-garde thinking.

His works have been exhibited in many renowned local and international institutions and are included in several international museum collections, including the Museum of Modern Art in New York, Victoria & Albert Museum in London, Centre Georges Pompidou in Paris and Boymans Museum in Rotterdam.

Since 2012, the Museum of Contemporary Art in Zagreb has maintained a collection of Picelj’s work, as well as his archives and library. These formed an important gift from Anja Picelj-Kosak to the institution, contemporary art scholars and the public.

 

Under the Patronage of Museum of Contemporary Art, Zagreb (Muzej suvremene umjetnosti)

 

Cortesi Gallery London: 41 & 43 Maddox Street, W1S 2PD London Gallery hours: Monday – Friday: 10 am – 6 pm. Saturday: 12 pm – 6 pm

For further information:

Maria Cristina Giusti, Rhiannon Pickles PR, cristina@picklespr.com, +44 (0) 7925 810 607, www.picklespr.com